MINISTRI STRAORDINARI DELL'EUCARISTIA - PARROCCHIA GESU' BAMBINO A SACCO PASTORE

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MINISTRI STRAORDINARI DELL'EUCARISTIA
     
Nella sua grande sollecitudine per i sofferenti, affinché non restino privi dell’aiuto e del conforto del Sacramento eucaristico gli ammalati costretti a letto o comunque impossibilitati a uscire di casa, la Chiesa ha consentito fin dal 1973 con l’Istruzione «Immensae caritatis» che la Comunione venga loro portata a casa da ministri straordinari, costituiti  a questo scopo, i quali, opportunamente formati a questo compito di grande responsabilità, vengono scelti dai Parroci tra i fedeli laici e ricevono un mandato dal Vescovo di settore.
Nella nostra Parrocchia già nel 1993 operavano alcuni ministri straordinari, designati dal primo Parroco mons. Giuseppe Simonazzi. Oltre alle suore, che assistevano i malati anche dal punto di vista infermieristico, c’erano alcuni laici, dei quali sono ancora presenti a tutt’oggi solo un paio di persone. Del resto i fedeli erano allora piuttosto restii a ricevere la Comunione dalle mani dei ministri straordinari, sembrando loro che la dignità sacerdotale fosse una condizione che accresce la Grazia ricevuta nel sacramento.

Di fatto, prima di quegli anni, portare la Comunione ai malati era non solo un dovere, ma anche un compito proprio del parroco. Negli anni seguenti anche la "domanda" di poter ricevere l'Eucaristia è molto cresciuta presso gli anziani e gli ammalati e spesso ciò ha contribuito ad eliminare quella "paura del prete" tipica di coloro che erano abituati a chiamare il sacerdote al capezzale di un infermo solo negli ultimi mo¬menti della vita, e quindi a collegarne la presenza con la morte imminente. Un nuovo rapporto pastorale, ricco di frutti e di prospettive, si è ora venuto creando tra i malati e i loro familiari e i sacerdoti e i laici addetti alla loro cura pastorale.
Da quel lontano 1993 anche nella nostra Parrocchia si è fatta molta strada: i ministri straordinari della Comunione sono 15 laici, uomini e donne, che portano l’Eucaristia a circa 90 persone anziane o ammalate.
La presenza del ministro straordinario al capezzale del malato è anche una occasione propizia per una catechesi che illumina con la luce della fede la situazione di malattia e di sofferenza, attraverso la breve liturgia della Parola premessa alla distribuzione della santa Comunione. Non solo, ma spesso oltre il servizio della Parola e del sacramento, è richiesto al ministro straordinario anche il "ministero della carità" di quella carità che è conforto e consolazione, ma si esprime anche in gesti di sollievo, di aiuto anche materiale, di fraternità. Quanti anziani abbandonati hanno bisogno di assistenza, di qualcuno che faccia loro sentire la solidarietà della comunità e li aiuti a superare la loro solitudine! In questa luce il ministero straordinario della Comunione appare in tutta la completezza, destinato com' è ad essere simultaneamente servizio della Parola, servizio del sacramento, servizio di carità. Vi sono comprese cioè tutte e tre le "energie di salvezza", che costituiscono e qualificano la missione ecclesiale!


 
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